Il counselor è un professionista delle relazioni di aiuto in grado di favorire la soluzione di disagi esistenziali di origine psicologica e sociale, che non comportino tuttavia una ristrutturazione profonda della personalità.

A differenza delle psicoterapie, dove il soggetto è un paziente, nel counseling umanistico si parla di un cliente che, grazie all’aiuto di un counselor:

  • acquisisce consapevolezza delle proprie risorse e potenzialità mette in ordine le informazioni in suo possesso,
  • valuta le criticità della situazione che sta affrontando e trova nuove soluzioni
  • migliora la sua capacità di relazione con gli altri e con se stesso
  • raggiunge un maggior livello di autonomia e capacità decisionale.

Il counselor aiuta le persone ad aiutarsi: obiettivo del counselor è facilitare la crescita del cliente attraverso l’autorealizzazione, l’indipendenza e l’autonomia. Il counselor non offre soluzioni ai problemi, questo non terrebbe conto delle capacità, anche potenziali, di autodeterminazione dell’altro.

Nell’intento di chiarire e delimitare il campo del counseling psicologico, è bene distinguere i compiti e gli ambiti del counselor e dello psicoterapeuta.

Nello specifico, secondo S. Van Beekum, in campo clinico c’è una considerazione della problematica in termini di disfunzione psicologica prevalentemente intrapsichica e un invito a lavorare su vissuti regressivi.

In ambito di counseling invece l’attenzione è rivolta ad una dimensione relazionale, e del “qui ed ora”, della domanda di aiuto portata dal cliente.

Secondo una definizione di M. Novellino, il counseling tende a un cambiamento nel cliente nell’intento di favorire il recupero autonomo di soluzioni più produttive rispetto a quelle utilizzate in precedenza; le problematiche in considerazione sono prevalentemente di tipo cognitivo, per cui s’intende favorire lo sviluppo di un efficace abilità di problem-solving.

Secondo la definizione fornita dalla S.I.CO. (società italiana di counseling), si diventa counselor avendo seguito un corso di studi almeno triennale, superando gli esami previsti e conseguendo un diploma in un istituto accreditato.

Opportunità lavorative per i counselor.

Per un counselor diplomato le opportunità professionali non mancano.

  • Libera professione: si può decidere di aprire un proprio studio professionale in cui svolgere attività di counseling rivolto ai privati o alle aziende. Centri per l’Impiego: in qualità di orientatori professionali.
  • Istituti scolastici: per agevolare le relazioni tra insegnante, studente e genitore. Per progettare interventi di aggiornamento rivolti agli insegnanti. Per svolgere attività di orientamento scolastico con gli studenti. Comunità (minori, tossicodipendenti, anziani, etc.): In qualità di figura di riferimento per utenti, famiglie, colleghi.
  • Aziende: il counselor aiuta uffici e divisioni a migliorare la comunicazione interna e il lavoro di squadra. Scioglie le tensioni interne e facilita lo scambio di informazioni, incrementando la produttività. Sostiene e guida le persone nei momenti di crisi professionale o nelle situazioni conflittuali e di disagio. Aiuta a trovare le giuste motivazioni e a far crescere la soddisfazione professionale dei singoli.
  • Centri di ascolto o aiuto, strutture sanitarie: accoglienza degli utenti, ascolto attivo dei loro bisogni, supporto ai pazienti nel percorso della malattia.